“New Queer Photography” unisce più di 50 diverse prospettive contemporanee sulle vite della comunità LGBTQ+ di tutto il mondo.

Uscito nel 2020 New Queer Photography ha spalancato, a tutti noi, le porte del mondo queer.
Sono certa che molti di voi si staranno già ponendo la prima, stessa domanda, nonostante le sole, pressoché, due righe di lettura :” Che cosa è il mondo Queer ?”
Lo stesso trovarsi, in massa, ad interrogarsi su questa parola, accende, a mio avviso, un campanello di allarme sulla nostra società, ancora troppo distaccata ed ignara delle molteplici realtà che la circondano e che riguardano le vite di milioni di persone.
Una società che, se da un lato sta compiendo passi avanti a favore dell’inclusione e dell’accettazione della semplice diversità umana, dall’altro resta come ancora impantanata nel passato, o meglio dire, forse, in una bolla che rende ciechi e sordi chi vi abita.
Per fortuna, però, alla non conoscenza si può sempre porre rimedio, se armati di volontà, apertura mentale e di una corretta informazione.
Per questo motivo prima di parlarvi del capolavoro creato da Benjamin Wolbergs e pubblicato da Verlog Kettler, cercherò di fare un po’ di chiarezza sui temi da loro trattati.
Con il termine Queer si parla di ogni individuo non etero per orientamento sessuale, o per identità di genere. Questo si contrappone al mondo Cisgender del quale fanno parte tutte le persone etero.
Questa distinzione, non deve essere vista come un muro separatore tra le due parti, ma anzi, come un mezzo per comprendersi al meglio e poter crescere. Ancora oggi , è comune, tra i Cisgender, credere che una persona non etero possa essere classificata unicamente come gay, lesbica o al massimo trans, parola, inoltre, attorno alla quale, stereotipi e ignoranza prendono il sopravvento, storpiandone il significato e la sua essenza.
Ciò che questi ignorano è quante differenziazioni e sfumature siano racchiuse all’interno di questo singolo termine, ovvero Queer, e di questa comunità, differenze che vanno tutte, allo stesso modo invece, considerate e rispettate.
Dunque, da dove partire?
Prima di tutto, è bene differenziare l’orientamento sessuale dall’identità di genere: il primo riguarda da chi una persona si sente attratta, mentre, la seconda determina ciò che una persona è, e si sente di essere fin dalla nascita, spesso contrastante con la propria fisicità.
Essere gay, quindi, non vuol dire voler cambiare genere, non c’entra niente con il NON voler essere “ come mamma ci ha fatto”, detto all’italiana.
Quando una persona, al contrario, non si riconosce nel proprio corpo e, per questo, decide di intraprendere una transizione, si parla di trans. Essenziale è comprendere che, per queste persone, una volta realizzata quale sia la propria identità, diventi necessario a tutti i costi poter essere fuori ciò che sono dentro .
Pensate svegliarvi ogni giorno con una pelle, una faccia ed un corpo che odiate, un corpo non vostro: sarebbe un incubo.

Intraprendere un percorso di transizione, quindi, non é una scelta, tranne se per scelta non intendiate quella tra il vivere ed il morire.
Eppure lo stesso termine Queer è nato ed ha assunto, per molti anni, un significato dispregiativo e denigratorio, in quanto era sinonimo, in lingua inglese, di “ strano”, “eccentrico” o “anormale”. Il mondo LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender), nel tempo, se ne è appropriato recandogli un nuovo significato simbolico, nel quale identificarsi.
Questo è il motivo per il quale all’acronimo LGBT è stata aggiunta, relativamente di recente, la lettera Q, diventando appunto la comunità LGBTQ.
Il termine Queer, per molti, è sentito come una sorta di rivalsa verso chi, per anni, lo aveva utilizzato per ridicolizzare, masticare e sputare, le persone che gli appartenevano.
Nonostante si potrebbe continuare infinitamente a parlare e sviscerare questo universo di mondi, vicini e distanti, e nonostante il mio sommario e breve chiarimento su parole così importanti, spero di essere riuscita a portare un minimo di chiarezza.
Nel caso le mie parole non fossero abbastanza, per farvi rendere conto di quanta realtà e attualità si celi dentro questi termini, sono sicura che alcune fotografie, estratte da New Queer Photography, saranno all’altezza e sapranno, quindi, lasciarvi qualcosa.
Esso è stato pubblicato nell’ ottobre 2020 e racchiude 50 diversi punti di vista e prospettive fotografiche differenti sul mondo Queer, ed al quale hanno, infatti, lavorato oltre 50 fotografi diversi.
Gli obiettivi dell’ ideatore, Benjamin Wolbergs, erano fin da subito molteplici, difficili, ma credo, alla fine, ognuno di essi, raggiunto brillantemente.
Primo fra tutti, traspare l’esigenza di porre attenzione su quanto il mondo LGBTQ, ancora oggi, sia costretto a vivere vite nascoste e colme di maltrattamenti e odio.
Proprio per questo, vi sono progetti fotografici, come quello di Robin Hammond “where love is illegal”, incentrati sul voler catturare e portare alla luce, realtà di parti del mondo dove la comunità Queer rischia fino alla pena di morte, anche se colpevole unicamente di essere ciò che è, e voler amare chi vuole.
Tutto questo è tristemente riportato nell’ introduzione di New Queer Photography, descritto dallo stesso Wolbergs dettagliatamente.


Mi chiedo e vi chiedo :”Quanta paura fa pensare di vivere in un mondo con persone capaci di torturare ed ammazzare loro simili per non accettazione della diversità?” Personalmente, a me, tantissima.
Un altro progetto interessante a tal proposito, è stato il riportare fotografando il concorso “Miss Lesbian” che si tiene a Città Del Capo, in Africa. Se proverete, ad esempio, a cercare su internet, poche saranno le fonti da cui trarre notizie al riguardo.
Il risultato che ne esce fuori è che nessuno ne parli, poiché eventi come questo, nella media delle città europee, come l’Italia, sono sconosciuti, come fossero inesistenti.
Lavori come quello di Wolbergs, finalmente, conferiscono loro una parte dell’ attenzione pubblica che meriterebbero.
Altro grande merito, che va conferito a Wolbergs, è quello di aver voluto, nel suo progetto, non solo fotografi affermati come Matt Lambert e Laurence Philomene, ma anche, e soprattutto, talenti emergenti, impegnati, attivi e attenti al tema Queer.
Il mescolarsi di idee, prospettive, età, mondi e generi è probabilmente la chiave che ha reso un qualcosa di potenzialmente bello, un vero e proprio capolavoro esplosivo. La ricerca degli artisti è, infatti, durata ben 4 anni, ovvero fino a che, l’aspirazione di raggruppare il maggior numero di immaginari queer possibili, distaccandosi da quelli tradizionali, non é stata soddisfatta.
La facilità e la fluidità grazie alle quali oggi è possibile pubblicare e divulgare milioni di immagini in tempo reale (100 MLN al giorno solo su Instagram), per Wolbergs è un qualcosa di assolutamente positivo, poiché da la possibilità a chiunque di affermarsi, soprattutto a chi, fino a soli pochi decenni fa, avrebbe trovato un mondo non facile, anche nel campo lavorativo, artistico e fotografico, di cui le porte, sarebbero state trovate chiuse, nonché, molto difficili da aprire.
In un suo intervento, egli, infatti, ha dichiarato : “Oggi qualsiasi artista può presentare il proprio lavoro sui social media ed essere riconosciuto a livello globale. Questo fenomeno genera una grande diversità di estetiche, mondi visuali e tematiche che è possibile rintracciare anche nella fotografia Queer”.
Fra gli argomenti Tabù che New Queer Photography si è proposto di colpire duramente, non può non essere citato quello della sessualità.
Per anni rinnegata, nascosta, ingabbiata, come non fosse qualcosa di intrinseco dell’essere umano, qui invece trova spazio e viene normalizzata.
Attraverso scatti di assoluta realtà, di ingenua ed elegante intimità, di corpi ed anime, viene sbugiardato chi, per secoli, le ha appiccicato addosso tutte le etichette, i sensi di colpa e la vergogna che tutti conosciamo e che ci viene insegnata dalla società fin da bambini.
Per questo le fotografie racchiudono e sottolineano tutte le contraddizioni, le differenze e perché no, anche le imperfezioni, degli esseri umani immortalati.
Credo che Wolbergs, Kettler e le decine di artiste e artisti che hanno lavorato a quest’opera abbiano messo la firma su qualcosa che sa di libertà e di umanità stessa ritrovata.
New Queer Photography è uno dei simboli del cambiamento necessario e richiesto degli ultimi anni, cambiamento che, come un’ onda, continuerà ad avanzare, nonostante in molti ancora tentino e credano di poterlo arrestare.
La ricerca di libertà è un qualcosa di fortissimo ed inspiegabile, che accompagna l’essere umano fin dal primo giorno.

Nonostante spesso le strade intraprese per raggiungerla siano state le più sbagliate, rivelandosi peggio di sbarre di puro acciaio, lavori come questo, servono a farci ricordare e credere, che ci sono persone che riescono a riconoscere quali strade siano quelle più giuste da intraprendere, al fine di farci assaporare la libertà del poter essere, essere semplicemente noi stessi.